C’è chi considera l’autopubblicazione la rovina del mercato editoriale.
Da quando è stata offerta a chiunque la possibilità di scrivere e pubblicare un libro senza passare sotto l’occhio attento delle case editrici, la qualità dei prodotti pubblicati di anno in anno si è abbassata, saturando un settore già di per sé delicato.
Per gli aspiranti autori, invece, il self-publishing rappresenta la migliore alternativa per evitare di attendere i lunghi tempi previsti dall’editoria tradizionale e oltrepassare i vincoli che essa comporta.
La verità, come sempre, sta nel mezzo.
Da un lato è vero che la mancanza del rigido controllo degli esperti ha portato a un inquinamento del mercato, per via della pubblicazione di prodotti editoriali di scarsa qualità. Dall’altro, però, sono numerose le volte in cui l’autopubblicazione si è rivelata l’occasione per molti di emergere e farsi notare nel proprio settore di riferimento.
L’autopubblicazione del libro è un’arma a doppio taglio. Può rivelarsi un fallimento, e una perdita importante a livello di reputazione, soprattutto quando si sceglie di fare a meno della qualità. Allo stesso modo, però, può anche costituire un trampolino di lancio per quanti hanno idee e messaggi di valore da trasmettere ai lettori.
Sono numerosi i pro e i contro del self-publishing da tenere in considerazione quando si sceglie di percorrere questa strada.
Personalmente sono una grande sostenitrice dell’autopubblicazione (e dell’editoria di qualità). Ecco allora i 3 principali – e strategicamente più importanti – vantaggi di questa attività, che possono aiutarti a lanciare sul mercato il tuo progetto editoriale con successo.
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Autopubblicazione libro: la gestione dell’opera in mano all’autore
Il principale vantaggio che offre il self-publishing, è la totale libertà di gestione del progetto. Tutto ciò che concerne il processo di pubblicazione, dalla stesura del testo fino alla messa in vendita del libro, è nelle mani dell’autore.
Questo aspetto, se mal gestito, può naturalmente diventare un grande problema! Se hai scelto di optare per l’autopubblicazione del tuo libro, quindi, dovrai prenderti la responsabilità (morale ed economica) di tutti gli step necessari alla realizzazione della tua opera.
Il self-publishing ti permette, ad esempio, di decidere in autonomia quali e quante modifiche fare al testo prima di mandarlo in stampa e quale prezzo imporre per la vendita. Ci tengo però a sottolineare che tale libertà non ti autorizza a fare a meno di alcuni passaggi, da sempre imprescindibili per il mercato editoriale.
L’editing professionale, la correzione bozze, l’impaginazione e la realizzazione grafica della copertina da parte di professionisti, rimangono operazioni necessarie per dar vita a un’opera di qualità.
Ometterle nel tentativo di risparmiare, magari convincendosi che non sia necessario migliorare il dattiloscritto e la sua qualità, rappresenta la strada più veloce per il fallimento.
La libertà che offre l’autopubblicazione si rivela determinante, infatti, soprattutto in queste fasi.
Quando scegli di affidare la pubblicazione della tua opera a una casa editrice sei costretto, per condizioni contrattuali, a sottostare alla volontà dell’editore. Quest’ultimo quindi si farà carico anche dell’editing e di tutte le modifiche necessarie per confezionare un prodotto adeguato al suo standard.
Ciò implica che potresti vederti restituire un libro che non ti rappresenta più al 100%.
Quando invece sei tu a scegliere l’editor e tutti gli altri professionisti a cui affidare il perfezionamento della tua storia, diventi parte integrante del processo. Si viene a creare un rapporto di collaborazione tra le parti, e per ogni modifica ci si assicurerà che tua storia non venga stravolta.
Guadagni più elevati rispetto a quelli dell’editoria tradizionale
Non c’è alcun dubbio che autopubblicare il proprio libro permetta di ottenere, a parità di vendite, guadagni più alti di quelli previsti con l’intermediazione di una casa editrice.
Quest’ultima, facendosi carico di tutte le spese necessarie alla pubblicazione, trattiene una percentuale sulle royalties molto alta (tra l’85 e il 90% del prezzo di copertina) così da coprire l’investimento iniziale.
L’autore quindi non ha dovuto sostenere alcun costo per vedere il suo libro approdare nelle librerie, ma al tempo stesso non riuscirà a guadagnare molto dalle vendite.
Al contrario, con l’autopubblicazione è l’autore a farsi carico di tutte le spese relative alla pubblicazione ma ha poi la possibilità di imporre il prezzo di vendita che ritiene più adeguato.
Se scegli di gestire le vendite in autonomia, tramite il tuo sito ad esempio, allora i guadagni andranno totalmente nelle tue tasche. Se scegli di appoggiarti alle piattaforme come Amazon, invece, devi prevedere che una percentuale sulle royalties verrà trattenuta dall’intermediario.
Questa percentuale sarà comunque molto più bassa rispetto a quella richiesta dalla casa editrice.
Certo, senza un’adeguata promozione rischi di non vendere neppure una copia, dal momento che le piattaforme di self-publishing non ti supportano in questa fase.
Quello che puoi fare allora è lavorare d’anticipo e costruirti una community di follower interessati agli argomenti che hai scelto di trattare, così da partire da una solida base di potenziali lettori.
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Autopubblicazione libro e i diritti dell’opera
Arriviamo quindi all’ultimo principale vantaggio dell’autopubblicazione del proprio libro: i diritti dell’opera.
Se non sei un esperto delle dinamiche editoriali, devi sapere che firmando un contratto con una casa editrice cedi i diritti del tuo prodotto all’editore. Quest’ultimo ha quindi il pieno controllo sulla sua pubblicazione e sulla sua diffusione.
Ciò significa che, una volta stabilito l’accordo, la casa editrice può decidere in che formato pubblicare il contenuto dell’opera (libro cartaceo, ebook, versione economica), se tradurla o riadattarla per altri supporti e così via.
Se sei un imprenditore che ha intenzione di sfruttare il libro come strumento di marketing, dovrai sottostare ad alcune condizioni che ti impediranno di diffondere la tua opera come più preferisci. Non potrai, ad esempio, convertirla in un PDF e regalarla alla tua community.
Al contrario, con l’autopubblicazione sei e rimani l’unico autore dell’opera. Ogni decisione in merito a formati, traduzioni, rielaborazioni e riadattamenti del tuo libro dipendono dalla tua approvazione. Allo stesso modo, è a te che spettano gli eventuali guadagni che ne derivano.
Questo è possibile anche se scegli di appoggiarti alle piattaforme di Print On Demand o ad altre figure professionali per la gestione del processo di self-publishing.
Come abbiamo visto allora, quando l’autopubblicazione è fatta bene, comporta vantaggi non indifferenti. Il rovescio della medaglia è però la sua ‘difficoltà’.
Non è facile gestire tutta questa libertà da soli, soprattutto quando si è alla prima esperienza. I meno esperti potrebbero ritrovarsi spaesati e rischiare di compiere scelte errate.
Per questo motivo può essere utile avvalersi del supporto di agenzie di servizi editoriali, come Scripta, formate da professionisti competenti e in grado di guidarti in tutto il processo di autopubblicazione: in questo caso, l’agenzia verrà pagata per un servizio e non tratterrà neppure un centesimo di royalties.