Si può scrivere un libro usando l'iPad?

Scrivere un libro con iPad: è possibile?

Quante volte ti è capitato che un’idea geniale per il tuo libro ti colpisse all’improvviso, mentre eri in coda alla cassa del supermercato, sprovvisto dei tuoi ‘strumenti del mestiere’?

Come una meteora, la chiave di (s)volta ti è balenata in testa… ma te la sei fatta sfuggire. L’ispirazione è così: arriva quando meno te l’aspetti e bisogna coglierla al volo prima che sia troppo tardi.

E per quanto tu possa essere una persona allenata nella scrittura, quando la musa bussa alla porta non puoi farti trovare impreparato.

Ecco perché valutare di scrivere un libro con l’iPad potrebbe essere per te una buona soluzione.

Scrivere un libro con iPad: pro e contro

Piccolo, maneggevole, leggero. L’iPad è tra i modelli di tablet più comodi in assoluto quando c’è da scrivere un libro.

Soprattutto nella versione mini, i modelli più recenti hanno le dimensioni di uno smartphone ma, rispetto a questi ultimi, si rivelano più indicati quando si tratta di scrivere testi più lunghi di un messaggio WhatsApp.

È assolutamente possibile, quindi, scrivere un intero libro con l’iPad e alcuni trovano che questo strumento sia addirittura migliore di un computer in alcune fasi del processo.

Prima di lanciarti in questa nuova avventura, però, dovresti sapere che l’utilizzo di un dispositivo così piccolo e a tutto schermo presenta anche alcuni svantaggi.

Leggi anche: Come scrivere i dialoghi in un libro evitando che il lettore percepisca una finzione spiazzante

Fase di pianificazione: con l’iPad è meglio!

Parlando degli aspetti positivi, l’utilizzo dell’iPad per scrivere un libro è molto comodo in fase di pianificazione.

Questo si rivela infatti uno strumento eccezionale per raccogliere materiale e prendere appunti in qualsiasi momento, perché può essere portato con sé e tirato fuori all’occorrenza.

Un altro vantaggio è rappresentato dalla possibilità di attivare la fotocamera per scattare una foto, ad esempio, a una frase motivazionale o a un testo reperito da qualche parte che ritieni utile per il tuo libro, così da non perdere tempo a scriverlo manualmente rischiando di perderti qualche pezzo.

Su questi documenti, poi, hai la possibilità di aggiungere immediatamente ulteriori note e appunti ‘a penna’. Molti dispositivi, infatti, si presentano con una stilo elettronica in dotazione che permette di scrivere sul tablet come se fosse un quaderno.

Infine, tra le varie app disponibili ve ne sarà almeno una dedicata alla scrittura. In particolare, quella delle note è più utile per prendere appunti ‘al volo’, mentre Pages e iWriter sono più specifiche per la fase di scrittura vera e propria.

L’app Pages è persino dotata di una funzione che permette di esportare il libro in formato EPUB, uno degli standard di ebook più diffusi tra le piattaforme di distribuzione.

Questa offre inoltre la possibilità di creare il proprio libro partendo da un modello di formattazione che comprende immagini, testo ed elementi modificabili.

Fase di scrittura: l’iPad è davvero uno strumento comodo?

Bisogna dire, però, che scrivere un libro interamente con l’iPad non è un’impresa facile. Le dimensioni ridotte dello schermo, infatti, costituiscono un limite non indifferente soprattutto per chi non è molto avvezzo alla tecnologia.

Uno schermo molto piccolo potrebbe risultare poco adeguato, alla lunga, per scrivere quelle 50.000 parole che compongono un libro di media lunghezza.

Un altro fattore a sfavore di questo dispositivo, inoltre, è l’assenza di tastiera. Si potrebbe acquistarne una esterna, ma si perderebbe così buona parte della sua comodità.

Inoltre, se un iPad è molto comodo per prendere appunti e pianificare il libro, non si può dire altrettanto quando arriva il momento di elaborare il materiale.

Un tablet permette infatti di aprire una o al massimo due applicazioni contemporaneamente; a meno che tu abbia raccolto tutto nello stesso documento in cui scrivi, quindi, ti troverai a fare continuamente avanti e indietro tra le varie app e pagine web per consultare le fonti.

D’altro canto, tutti questi limiti possono essere superati o addirittura trasformati in opportunità…

Leggi anche: Scaletta per scrivere un libro: perché è fondamentale

IPad per scrivere un libro: sì o no? Qualche trucco salvavita

Ritornando alle caratteristiche fisiche del supporto, puoi risolvere il problema delle dimensioni scegliendo un modello con uno schermo più grande, superiore agli 11 pollici.

Se a questo collegherai una tastiera esterna non troppo ingombrante (Apple propone la Magic Keyboard, che ha uno spessore di appena 2 cm) sarai riuscito a replicare in qualche modo l’assetto di un notebook.

Dovrai quindi rinunciare a qualche piccolo comfort per rendere la fase di scrittura più agevole anche con l’iPad.

La possibilità di aprire solo un’app per volta, invece, può rivelarsi un vantaggio più che uno svantaggio, per almeno due motivi.

Da un lato, avere lo schermo sgombero da altre pagine e programmi potrebbe avere effetti positivi sulla tua concentrazione.

Quando inizierai a scrivere, infatti, sarai meno tentato di chiudere il documento per aprire Facebook o navigare sul web senza meta. Di conseguenza, avrai meno occasioni per distrarti.

Dall’altro lato, non dovrai preoccuparti della potenza del supporto. Le app di scrittura occupano uno spazio irrilevante su RAM e CPU, pertanto l’iPad presenta delle prestazioni più elevate mentre scrivi rispetto a quelle del computer.

Se hai deciso di scrivere un libro e vuoi servirti di un supporto diverso dal PC, allora, l’iPad potrebbe essere la soluzione più adatta. Non ci sono regole nella scelta del modello, ma tieni in considerazione che alcuni sono dotati di caratteristiche che potrebbero agevolarti in alcune fasi del progetto.

Un esempio? Lo schermo antiriflesso che ti consente di dedicarti alla scrittura anche all’aria aperta.

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MADDALENA Mariani

Maddalena Mariani ha collaborato in veste di ghostwriter e editor a oltre cento pubblicazioni negli ultimi dieci anni, per conto di case editrici, agenzie e privati.

Specializzata nella progettazione di libri non-fiction, oggi guida la squadra di Scripta. Fornisce consulenza a imprenditori e professionisti che decidono di diventare autori, e forma ogni anno centinaia di aspiranti editor e ghostwriter.

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