Uno dei principali errori degli aspiranti autori di libri è quello di credere che possano fare tutto da soli.
Da quando l’autopubblicazione ha permesso a chi scrive un libro di gestire in completa autonomia il processo, sono sempre di più le persone che pubblicano la propria opera facendo a meno del supporto dei professionisti.
Eppure, è importante sottolineare che esistono alcuni passaggi propri del mondo editoriale che non possono essere evitati o sottovalutati.
La correzione bozze è uno di questi e consiste nell’ultimo step prima della stampa e pubblicazione del libro. La sua importanza per il successo del tuo progetto è tale che non puoi gestire questa fase da solo.
E non perché tu non sia abbastanza bravo, colto o preciso. Semplicemente, c’è una spiegazione scientifica al fatto che la correzione delle bozze non può essere fatta dalla stessa persona che scrive.
Vediamo allora in cosa consiste di preciso, come va eseguito correttamente questo processo e perché non deve mancare in un libro di qualità.
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Revisione, editing o correzione bozze: qual è la differenza?
Delle differenze tra la correzione bozze e l’editing del libro abbiamo già parlato ma, così come per tanti altri termini editoriali, vi è ancora troppa confusione al riguardo. I non addetti al settore hanno quindi spesso la tendenza a scambiare le due fasi.
Mi sembra opportuno, allora, rivedere in cosa differiscano questi processi, entrambi indispensabili per la realizzazione di un libro di qualità.
Prima di tutto ci tengo a fare un’ulteriore distinzione tra revisione, editing e correzione bozze.
Mentre la prima è la fase che segue immediatamente la stesura del testo, è può essere eseguita dall’autore stesso, le altre due sono operazioni che devono essere svolte da professionisti nel campo editoriale.
Con il termine ‘revisione’, infatti, si indica quel processo mediante il quale lo scrittore rifinisce e modella il contenuto dell’opera secondo le sue idee e i suoi gusti, fino a raggiungere un risultato finale per lui soddisfacente. Successivamente, il testo passa nelle mani di un editor professionista.
L’editing è necessario per ordinare i contenuti dal punto di vista della sintassi e della forma. In questa fase si guarda quindi alla correttezza delle frasi, alla coerenza dei concetti, all’organizzazione delle idee e alla rilevanza (o utilità) per il lettore di quanto viene raccontato nel libro.
Una volta terminata questa fase delicata, che talvolta può comportare lo stravolgimento dell’opera originale, si passa alla correzione della bozza.
Correzione bozze per un testo a prova di errore
Questa fase viene sempre dopo l’editing e serve a pulire il testo da refusi, errori di battitura, di punteggiatura e altre imperfezioni. A differenza della precedente, quindi, non agisce in alcun modo sulla struttura del testo ma opera solo a livello grammaticale.
La correzione bozze andrebbe fatta direttamente sull’impaginato finale, cioè sul file PDF pronto per la stampa dopo i processi di editing e impaginazione. Non esiste però una regola ufficiale per questo passaggio.
Ad esempio, nel caso dell’autopubblicazione, spesso si esegue la procedura di correzione bozze anche sul file modificabile in formato Word, quindi prima che il testo venga impaginato.
In ogni caso, si tratta di uno step indispensabile ed è consigliato effettuarlo due volte, con due professionisti diversi, per avere la certezza di dare alla stampa un libro a prova di errore.
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Perché non puoi occuparti tu stesso della correzione bozze?
Come anticipato, è fondamentale che sia un professionista a occuparsi di questa fase. E per professionista intendo una persona competente e formata per questa mansione, un correttore di bozze quindi.
Anche tra i professionisti editoriali, infatti, c’è chi tende a improvvisare e si presta a svolgere compiti per i quali non è totalmente preparato. Di conseguenza, affidare la correzione bozze a una qualsiasi altra figura che non sia quella dedicata a questo lavoro è un errore grossolano che può compromettere la qualità finale dell’opera.
Il correttore di bozze non può essere né lo scrittore, né l’editor, né qualsiasi altra persona che sia già entrata in contatto con il libro e ne conosce il contenuto. Il motivo è spiegato dalla scienza.
Diversi studi hanno infatti dimostrato che il cervello umano, di fronte a uno scritto familiare, è in grado di saltare gli errori e andare direttamente alla comprensione del testo.
Non è un caso, infatti, che di fronte a quel test che spopola sui social e nel quale viene richiesto di decifrare un testo pieno di refusi, siamo in grado di comprendere il senso del messaggio anche se le lettere che lo compongono sono disordinate.
Quando si trova di fronte a una parola che conosce, allora, il nostro occhio tende a non vedere l’eventuale presenza dell’errore perché il cervello ne ha già elaborato il significato.
Chi ha già letto il libro e ne conosce il contenuto, quindi, sarà molto meno capace di stanare errori e refusi. Per questo motivo è indispensabile che la correzione venga effettuata da un professionista che non ha mai letto il testo. Questi, infatti, sarà in grado di ‘spegnere’ alcune funzioni cerebrali che normalmente tendono a semplificarci la comprensione di ciò che leggiamo.
Ecco spiegato perché, quando noi agenzie di servizi editoriali ribadiamo che no, non puoi prenderti cura anche dell’editing e della correzione bozze, non lo diciamo per un tornaconto personale ma per la salvezza della tua opera.