Sul tuo libro, una volta pronto, come scrivere i ringraziamenti?

Come scrivere i ringraziamenti sul tuo libro una volta pronto per la pubblicazione

La pubblicazione di un libro è un traguardo importante nella vita di ogni autore. Che si tratti del primo in assoluto o dell’ennesimo, ogni volta che si arriva alla fine del processo di scrittura le emozioni prendono il sopravvento.

Scrivere un libro è impegnativo, un processo lungo e tortuoso che comporta gioie ma anche dolori. Richiede tempo, dedizione e fatica, ma quando si arriva agli step finali la soddisfazione di tenere tra le mani il frutto dei propri sacrifici è indescrivibile.

Anche se è vero che il risultato finale è merito del suo autore, non si può negare che spesso il percorso vede coinvolte diverse figure chiave che hanno contribuito in maniera diretta o indiretta alla realizzazione dell’opera.

Amici, parenti, colleghi e altri professionisti che ti hanno supportato nei momenti di difficoltà sono spesso i pilastri senza i quali lo sconforto avrebbe preso il sopravvento portandoti ad abbandonare il progetto.

È anche grazie a loro, quindi, se il tuo libro ha visto la luce. Quale occasione migliore per ricordarsene se non citarli nei ringraziamenti alla fine del libro?

Appartenenti alla categoria dei paratesti – che abbiamo già incontrato nell’articolo sulle parti di un libro – è bene che tu sappia che i ringraziamenti non sono obbligatori. Trattandosi di elementi testuali aggiuntivi, possono essere omessi oppure inseriti solo se lo si ritiene necessario e doveroso.

In ogni caso, per le persone che ti hanno supportato nel percorso di scrittura del tuo libro sarà molto piacevole leggere il proprio nome tra i ‘titoli di coda’.

Ma come scrivere dei ringraziamenti in un libro che non risultino banali o superflui? Quanto deve essere lunga la pagina dei ringraziamenti e quanto spazio bisogna dedicare a ogni persona che si vuole ringraziare?

Ecco qualche consiglio per rendere la pagina dei ringraziamenti interessante come quelle del tuo nuovo libro.

Leggi anche: Come organizzarsi per scrivere un libro con il ghostwriter

Ringraziamenti in un libro: dove vanno scritti, a chi sono dedicati e che tono usare?

Contrariamente alle dediche, che occupano le prime pagine del libro e si concretizzano spesso in una sola frase, i ringraziamenti si trovano sempre alla fine del volume e possono riempire una facciata o due.

L’obiettivo di questo paratesto è quello di esprimere stima e riconoscimento verso chi ha contribuito alla creazione dell’opera. Di conseguenza, nei ringraziamenti si dovrebbero menzionare non solo gli affetti più cari ma soprattutto i professionisti che hanno curato il progetto.

È il caso ad esempio del ghostwriter, se ce ne sarà stato uno.

Mi rendo conto che, soprattutto in Italia, ammettere pubblicamente di essersi affidati a uno scrittore ombra è un’impresa ardua. La scrittura su commissione è ancora un tabù nel nostro paese anche se, te lo assicuro, sono tantissimi gli imprenditori che ne traggono beneficio.

Se non ti piace l’idea di sbandierare ai quattro venti questa preziosa collaborazione, però, puoi limitarti a spendere qualche riga nei confronti dell’editor o del professionista editoriale che si è rivelato fondamentale per il confezionamento di un libro di valore.

Ringraziare chi ha curato il tuo progetto, infatti, rappresenta un atto di onestà nei suoi confronti e serve per far capire al pubblico che l’opera è frutto di un lavoro di condivisione: l’impegno da parte di più professionisti è imprescindibile per garantirne la qualità.

Di conseguenza, la maggior parte della pagina dei riconoscimenti dovrebbe contenere dei ringraziamenti professionali, dedicati alle persone coinvolte nel processo editoriale che ti hanno permesso di raggiungere il traguardo.

Oltre al ghostwriter e editor, allora, non dovresti dimenticare una menzione all’editore (se ce n’è uno), all’agente letterario, a chi ti ha aiutato nella ricerca del materiale oppure ai colleghi che ti hanno ispirato nella creazione della tua opera.

Solo alla fine, e in maniera molto breve, potrai sciogliere le brighe dell’emotività e scrivere i ringraziamenti personali ad amici e parenti.

Leggi anche: 5 dritte per scrivere la prefazione di un libro

Ringraziamenti formali o informali?

La pagina dei ringraziamenti, così come quella della dedica, esprime (o almeno dovrebbe) la personalità più genuina dell’autore.

Abbandonati i tecnicismi e le costruzioni sintattiche ad effetto, è il momento in cui il protagonista si mette a nudo e rivolge stima e affetto sinceri a chi ha reso possibile la realizzazione di questo successo.

È indubbio quindi che il tono di voce da utilizzare debba essere quello più personale. Attenzione però a non lasciarsi troppo andare!

Soprattutto nel caso di un saggio, un manuale o un prodotto di genere non-fiction, risultare troppo informale nei ringraziamenti potrebbe farti perdere un po’ di credibilità dal punto di vista professionale.

L’ideale, in questo caso, è scegliere una via di mezzo che ti permetta di esprimerti in maniera genuina ma… Senza esagerare!

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MADDALENA Mariani

Maddalena Mariani ha collaborato in veste di ghostwriter e editor a oltre cento pubblicazioni negli ultimi dieci anni, per conto di case editrici, agenzie e privati.

Specializzata nella progettazione di libri non-fiction, oggi guida la squadra di Scripta. Fornisce consulenza a imprenditori e professionisti che decidono di diventare autori, e forma ogni anno centinaia di aspiranti editor e ghostwriter.

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